ATTENZIONE AI SOLFITI, ANCHE IN ALIMENTI “INSOSPETTABILI”

I solfiti e l’anidride solforosa sono sostanze utilizzate nelle preparazioni alimentari per evitare che si ossidino, che assumano un colore spento tendente al marrone, poco attraente (come tagliando una mela) e che microbi, muffe e batteri proliferino; a seconda del quantitativo di solfiti addizionato alle preparazioni avremo un’azione più o meno conservante, ma è anche vero che questa sostanza può trovarsi naturalmente in alcuni alimenti freschi.

Il vero problema è capire se queste sostanze sono nocive o meno per la nostra salute.

Ovviamente i dosaggi normalmente concessi nelle preparazioni industriali non sono nocivi, ma è necessario stare attenti, sia in caso di sensibilità nei confronti della sostanza, sia dal quantitativo di alimenti contenenti solfiti che vengono abitualmente ingeriti. Vien da se che se si dovesse mangiare più preparazioni contenenti solfiti, le quantità andrebbero a sommarsi fino a raggiungere livelli di guardia, la quantità giornaliera dovrebbe rientrare negli 0,7 milligrammi per chilogrammo di peso del soggetto .

Inoltre, devono prestare particolare attenzione i soggetti intolleranti a queste sostanze e quelli allergici all’aspirina, persone nelle quali i solfiti a contatto con gli acidi gastrici dello stomaco potrebbero provocare problemi respiratori come asma e broncospasmo, ma anche nausea, emicrania, vampate di calore, stati di indebolimento …

L’indicazione più semplice è quella di ingerire sempre cibi freschi e ricorrere a preparazioni industriali solo saltuariamente.

Per quanto riguarda i cibi pronti, fortunatamente, al giorno d’oggi, l’offerta comprende molte preparazioni fresche, senza conservanti, che aiutano a mangiare bene in modo sano ed equilibrato, anche quando la mancanza  di tempo ci impedisce di dedicarci personalmente alla preparazione dei piatti.
Ma è opportuno non credere che solfiti e anidride solforosa vengano utilizzati come conservanti solo in preparazioni complesse come lasagne al forno o carni a lunga cottura, insospettabilmente i solfiti si trovano in quasi tutti gli alimenti conservati e perfino in molti freschi.
Ad esempio li troviamo in: pane, biscotti, crackers, salatini, crostini, frutta secca, vino, birra, salumi, succhi di frutta, frutta disidratata, sciroppi, gelatina, patatine, marmellate, pesce, crostacei, molluschi,  wurstel, salsiccie, conserve sotto alchool, patate, patate surgelate, purea, salsa di pomodoro, sughi pronti, caramelle, e merendine confezionate….

Quindi dobbiamo leggere le etichette degli alimenti che intendiamo portare sulla nostra tavola, nello specifico i solfiti si riconoscono dalla presenza delle seguenti diciture:

  • Anidride solforosa, E220
  • Bisolfito di calcio, E227
  • Bisolfito di sodio, E222
  • Metabisolfito di potassio, E224
  • Metabisolfito di sodio, E223
  • Potassio solfito acido, E228
  • Solfito di calcio, E226
  • Solfito di potassio, E225
  • Solfito di sodio, E221

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