PEELING, UNA GRANDE RISORSA

Il termine PEELING, deriva dal verbo inglese to peel, che significa spellare, consiste infatti nel rimuovere, attraverso diverse metodologie, chimiche o meccaniche, lo strato superficiale del derma.
I tipi di peeling sono molti, a partire da quelli casalinghi a base, ad esempio, di miele e zucchero di canna, olio e mandorle finemente tritate  o con uno spazzolino di crine,  fino a quelli di tipo professionale che sono veri e propri trattamenti medicali, da fare solo in presenza di medico esperto.

Ogni tipo di peeling ha un suo scopo, i trattamenti casalinghi, che si possono ripetere settimanalmente, sono poco aggressivi, utili per asportare le cellule morte, donare luminosità e freschezza al viso (ma anche al corpo) e preparare la pelle ad assorbire i principi attivi contenuti nei cosmetici.

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I peeling medicali, consistono in un’abrasione dell’epidermide o del derma (superficiale o medio), effettuata mediante l’applicazione di un acido (peeling chimico) o per mezzo di una micro mola abrasiva, un micro getto ad alta pressione di acqua o finissime particelle leviganti, una sorgente laser, una luce pulsata (peeling meccanico).

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Lo scopo del trattamento è ridare vigore ai tessuti sottostanti, migliorare l’aspetto delle rughe superficiali, attenuare i danni acneici, eliminare le pigmentazioni senili e i danni da foto-esposizione.

L’azione del peeling chimico è correlata al grado di acidità, alla sua concentrazione e al tempo di applicazione, si parlerà così di: peeling superficiale, quando viene coinvolta la sola epidermide, peeling intermedio, quando oltre all’epidermide, viene intaccato anche il derma superficiale e peeling profondo quando oltre all’epidermide e al derma superficiale, viene interessato anche il derma medio.
Le indicazioni al peeling sono:
-asportare lo strato corneo dell’epidermide
-livellare le irregolarità
-eliminare le cheratosi del viso
-eliminare le macchie (ipercromiche, melaniche, iperpigmentazioni senili)
-attenuare o eliminare le rughe sottili della pelle
-ridurre il diametro dei pori dilatati
-regolarizzare il turnover del sebo
-trattare l’acne con comedoni
-ridurre gli esiti cicatriziali da acne
-trattare le verruche seborroiche
– rivitalizzare la pelle
-dannegiare gli strati medio profondi del derma onde provocare una naturale riparazione tissutale, una ricrescita degli strati trattati, una maggior produzione di acido ialuronico, collagene ed elastina, generati dallo stimolo dei fibroblasti e dai processi di riparazione,

La scelta del metodo è da affidare al medico che, fatta un’accurata analisi della pelle e delle relative problematiche, saprà consigliarvi in modo idoneo.

 

 

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