CAVITAZIONE o RADIOFREQUENZA?

Spesso le persone fanno un po’ di confusione sull’azione dei trattamenti, soffermandosi molto sul prezzo. Ci domandiamo se abbiano le idee chiare su cosa sia una cavitazione e cosa una radiofrequenza. Quali sono quindi, le differenze?

  • La cavitazione è un ultrasuono che agisce solo sul tessuto adiposo (grasso oppure cellulitico), la radiofrequenza è un’onda radio che agisce sulla pelle, sulle ossa, sulle cartilagini (menischi, tendini, legamenti ecc.); pur esistendo apparecchiature “uniche” in commercio, esse racchiudono due sorgenti distinte poiché diverse sono le energie emesse;

  • Per ridurre l’effetto barriera cutaneo, e permettere la penetrazione delle energie negli strati sottocutanei, la cavitazione si esegue in gel – come l’ecografia – e per la radiofrequenza si impiega crema e piastra a contrasto;

  • L’effetto di una cavitazione (in realtà di un CICLO di cavitazioni) è la sola riduzione dell’accumulo adiposo; l’effetto di un ciclo di radiofrequenze è una ricostruzione cutanea (es. ruga), ossea, tendinea o legamentosa (es. frattura);

  • La cavitazione può essere in ALTA o BASSA frequenza; la prima è meno penetrante, è chiamata ESTETICA e produce un linfodrenaggio; la seconda è MEDICA, è più penetrante, fa avvertire un fischio nelle orecchie e ha effetto citolitico; è un trattamento quindi DEMOLITIVO, non è consigliabile sottoporsi a più di una seduta alla settimana; la radiofrequenza è invece RICOSTRUTTIVA, può essere LIFTANTE e, eccetto quella di tipo TECAR (cioè, terapeutica) non si esegue più di una volta al mese;

  • Mentre una cavitazione richiede di essere seguita da una mezz’oretta di movimento aerobico, oppure da un massaggio drenante, oppure, a seconda dei casi, da un bendaggio a freddo, una radiofrequenza richiede al massimo di struccarsi (se la si riceve al viso).

Ma perchè la gente se le confonde?

Effettivamente i trattamenti e i macchinari si somigliano molto“a pelle”, specie in caso di trattamenti nella parte posteriore del corpo, è difficile distinguere un gel da una crema; per sottoporsi a entrambe le metodiche bisogna essere idonei, ossia non aver infiammazione, febbre, eritema o altre lesioni cutanee, pace-maker, placche o viti ossee, o essere (per le signore) in stato di gravidanza; diciamo pure che non è facile informarsi, spesso il materiale disponibile può essere ambiguo o frutto di oculati slogan oppure ci si può imbattere in personale non adeguatamente preparato o infine, pur essendolo, c’è rischio di venir frainesi in buona fede.

Come agisce in dettaglio, ma non troppo, una cavitazione?

L’ultrasuono di cavitazione, se in BASSA frequenza penetra MOLTO nella cute. Qui l’onda sonora manda in risonanza (cioè in vibrazione) le cellule del tessuto adiposo (gli adipociti) fino a rottura delle membrane più deboli, indebolendo nel contempo le membrane più resistenti rendendole più aggredibili nei trattamenti successivi.

I grassi, liberati nel liquido extracellulare, più scarso nel pannicolo adiposo e molto più abbondante nella cellulite, vengono drenati dal circolo linfatico (da qui, la necessità di un breve linfodrenaggio) e quindi, venoso. Tutte le vene attraversano il fegato che, se sano, filtra e miscela i grassi in piccola parte nella bile; in parte, li prepara per essere eliminati con le urine (occorre bere adeguatamente e avere reni sani); in massima parte, continuano a circolare sotto forma di carburante pronto per essere utilizzato mediante movimento aerobico (da qui, la necessità di praticarlo).

La cavitazione in ALTA frequenza invece penetra MENO nella cute e agisce come linfodrenaggio, efficace in caso di cellulite stagnante, dove vi è ritenzione di liquidi che si saturano di tossine soffocando gli adipociti e determinando quegli antiestetici effetti a materasso, mantenuti nel lungo periodo da esiti aderenziali (cicatrici). I materiali mobilizzati seguono lo stesso percorso sopradescritto.

Ma allora come agisce una radiofrequenza?

Quella “lift” stimola la normale attività riparativa e ricostruttiva delle cellule cutanee (i fibroblasti) che in particolari momenti dell’esistenza pur in assenza di patologie si “impigriscono” determinando un aspetto “spento”, rugoso o cadente della cute. Il trattamento le “sveglia” affinchè svolgano il loro compito di produzione di sostanze utili alla cute, ossia ogni 28 giorni una normale quota di collagene, elastina, acido ialuronico.

È importante sottolineare che viene stimolato il lavoro NORMALE dei Fibroblasti, senza nè accelerarne l’attivià nè aumentarne di numero; i tempi “di lavoro” rimangono sempre di 28 giorni; a cui ne vanno aggiunti uno-due per vederne gli effetti; in tutto, i risultati si apprezzano a circa un mese dal trattamento. Il che rende perfettamente inutile sottoporsi a sedute SETTIMANALI di radiofrequenza liftante.

Diverso il discorso di una radiofrequenza di tipo TECAR, in quanto rivolta a tessuti diversi (quello osseo e quello cartilagineo) e lesionati, provvisti pertanto di cellule diverse (rispettivamente, osteoblasti e condrociti), a rapido turnover ma affetti da patologia.

Qui l’effetto voluto è quello di accelerare la guarigione di esiti di lesioni traumatiche (es. fratture, operazioni di sintesi, strappi ecc.), sempre accompagnate da infiammazione che controindica l’abbinamento con le cavitazioni; la cadenza delle sedute, e solo in questo caso, è prescritta dal medico.

In linea di massima allora, la cavitazione è un trattamento medicale e non invasivo per la riduzione delle adiposità localizzate e della cellulite.

Gli ultrasuoni rompono le cellule adipose, i grassi liberati vengono in parte eliminati naturalmente dal corpo attraverso il sistema linfatico, venoso e infine, dalle urine; e in massima parte “bruciati” compiendo movimento aerobico.

Per ottenere il massimo risultato dal trattamento, è bene quindi adottare alcuni semplici accorgimenti:

Nel giorno della seduta e almeno nei due successivi nutritevi adeguatamente, limitando l’assunzione di grassi: ciò per evitare disommarli ai grassi resi circolanti dal trattamento che, dopo aver sovraccaricato gli organi deputati al loro smaltimento si ridepositerebbero da dove sono stati mobilizzati;

Bevete adeguatamente, almeno due litri d‘acqua, te verde, tisane… per molte ottime ragioni e soprattutto dopo il trattamento, in modo da aiutare la diuresi e quindi l’eliminazione dei grassi;

Muovetevi: 20-30 minuti di passeggiata o di cyclette dopo il trattamento permettono di “bruciare” la quota restante di grassi circolanti;

Fate linfodrenaggio: indicato soprattutto nei casi di cellulite, aiuterà il drenaggio donandovi nel contempo una piacevole rilassatezza.

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7 thoughts on “CAVITAZIONE o RADIOFREQUENZA?”

  1. egregio dott, ho 47 anni prendo la cardioaspirina perche’ ho avuto aborti ed ho scoperto di avere la trombofilia, vorrei sapere se posso fare la cavitazione. grazie

    1. Gentile Maria Emilia, gliela sconsiglio in favore di alternative più adatte alla Sua particolare condizione.
      Grazie per la Sua domanda.

    2. Gentilissima,
      ho lo stesso suo problema ma non ho trovato la risposta del Prof. Potrei sapevo cosa le ha detto?

  2. Egregio dottore,
    volevo gentilmente sapere se apparecchiature per cavitazione da effettuare al proprio domicilio (tipo lipozero Excel con emissione di 3mhz), possano essere un valido aiuto in caso di cellulite al primo stadio come la mia e, adiposità localizzate. Sarei tentata all’acquisto…ho 36 anni e tre gravidanze alle spalle. La ringrazio ed auguro buona giornata, Maria.

  3. Gentile Maria, La ringrazio per la domanda.
    L’apparecchiatura che Lei cita – lungi dall’approvare questa e altre similari – mi risulta essere una cavitazione estetica, la cui azione è meglio spiegata nell’articolo, appartenente a una delle due marche più gettonate per i trattamenti domiciliari.
    DarLe una risposta certa sull’indicazione e sulla possibile efficacia e soprattutto sulla durata necessaria al Suo caso senza visitarLa né monitorarLa mi risulta impossibile.
    Una cosa importante però va detta: la cellulite è multifattoriale (alimentare, ormonale, farmacologica ecc.); adagiarsi al solo trattamento strumentale senza intervenire se necessario sugli altri (specialmente sulla corretta alimentazione, sul riequilibrio ormonale ecc.) spesso e volentieri è inutilmente illusorio e dispendioso. Legga anche il mio articolo DEVI DIMAGRIRE? FACILE, EVITA I CARBOIDRATI PER UN MESE (https://studiodimedicinaesteticaedelbenessere.wordpress.com/2013/11/16/devi-dimagrire-facile-elimina-per-un-mese-tutti-i-carboidrati/)
    Buona giornata

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