PROMO, COUPON E DEAL(er)

Parole che in Italia sono tutte diventate sinonimi di sconti, offerte speciali, saldi; l’ampia offerta dilagante ha determinato una sorta di “caccia”. 

Autorevoli riviste rivolte al consumo di massa si sono accorte del fenomeno e attualmente ne discutono sviscerandone i vari aspetti economici, sociali, fiscali ecc. Senza entrare in tecnicismi comprensibili a fatica persino da addetti ai lavori, limitiamoci a dire che come sempre, occorre distinguere caso per caso: un conto è accaparrarsi un paio di scarpe, un altro è sottoporsi a una terapia; e che la prevenzione è la cura più importante.

Per le aziende è una nuova forma di pubblicità. Per la gente, un’occasione di risparmio e conoscenza di nuove realtà sul territorio.

Se vuoi far affari devi farti conoscere. Quando la gente bisognosa di un bene o di un servizio sa che esisti tu che glielo offri presto e bene, ti viene a cercare.

Si sa, la pubblicità è l’anima del commercio. Classicamente per pubblicizzarsi l’imprenditore incaricava una società pubblicitaria, a creare e distribuire i propri advertising mediante manifesti, annunci, volantini ecc.

Ciò gli determinava un cospicuo, iniziale esborso di denaro a prescindere. Una spesa prima ancora di aver guadagnato, senza la certezza di raggiungere lo scopo, o “target”: come prevedere infatti la corretta costruzione/collocazione del messaggio pubblicitario? Come prevederne inoltre il giusto impatto nella gente?

In tempi di “austerity” e ristrettezze la Spagna con un’idea pionieristica ha fatto scuola, sfruttando il Web per vendere online gli arcinoti coupon.

Senza versare alcun anticipo al management le aziende fornitrici, denominate “partners”, concordano la messa online e la vendita di coupon includenti beni e servizi, questi ultimi in genere sotto forma di mini-pacchetti, a prezzi molto scontati mediante campagne che, saranno tanto più valide e finanziate quanto più coupon saranno venduti.

Il messaggio pubblicitario resterà per diverso tempo online anche a vendita conclusa, permettendo all’azienda un’ulteriore occasione per pubblicizzarsi.

Naturalmente il partner incasserà solo una percentuale di quanto il management incamera dalla vendita dei coupon, poichè il management ne tratterrà alla fonte la propria quota a copertura delle spese per il proprio servizio.

Vi sono offerte per tutti i gusti, dalla vacanza al corso di vela all’acquisto di un elettrodomestico. Tra il gentil sesso spopolano, manco a dirlo, coupon per tagli e messe in piega, per diete e trattamenti estetici. 

Per quanto riguarda il nostro ambito, la terapia è la cura di un malato; è un atto medico mirato preceduto da diagnosi e prescrizione e seguito da prognosi; come si conciliano i due ambiti? Si acquista un “buono sconto” per una malattia? O per una cura inutile?

 

Effettivamente il sistema funziona, l’idea di base è semplice e ben progettata, poche le regole e chiaramente riportate. Chi acquista il coupon lo paga online al management che lo emette. Ognuno puo’ acquistare tutti i coupon che vuole ma puo’ usarne uno solo indipendentemente da tutte le offerte che un partner propone. Ogni coupon ha un codice di convalida; il partner lo inserisce nel portale, determinandone l’accredito in conto corrente e la fatturazione automatica.

Alcuni coupon prevedono l’accredito al partner solo in caso di utilizzo, altri a prescindere. Inutile dire che per il partner l’affare deriva dalla pubblicita’ online e dalla possibilita’ di poter illustrare la propria offerta alla gente attirata dall’advertising, specie se riguardante trattamenti estetici / di benessere.

Il guadagno del management deriva dai proventi della vendita dei coupon ai clienti.

Naturalmente non sono mancate le truffe: coupon emessi facenti capo a aziende inesistenti oppure stampati dagli stessi utenti riportanti una codifica inventata di sana pianta; in modo da incassare impunemente somme oppure ‘rubare’ un trattamento.

Diciamo che per colpa di pochi si e’ diffusa una certa diffidenza; gli acquirenti, possono telefonare e, intanto che fissano il primo appuntamento verificano appunto l’esistenza del servizio proposto; il partner potrà a sua volta richiedere il codice di convalida. In ogni caso, ogni giorno è un’incognita.

In quasi tre anni di attivita’ mi sono imbattuto in una ‘nutrita’ casistica professionale ma ancor di più, “umana”. Per fortuna la stragrande maggioranza non ha creato imbarazzi e qualcuno, incontrata una professionalità degna di fiducia unita a un’offerta di sicuro interesse, è diventato cliente fisso, senza falsa modestia con mutua soddisfazione.

Non sono mancati i furbi, e chi ci è andato più leggero si è limitato a ‘bidonare’ anche in più occasioni appuntamenti magari faticosamente concordati al telefono “rubando” il posto ad altri.

Frequenti le persone che si presentano con più coupons, come fossimo al supermercato, sciorinando fantasiose scusanti allo scopo di ottenere i doppi o tripli trattamenti di cui, a loro dire, hanno diritto.

  • C’è chi ti racconta di aver ricevuto in dono il medesimo coupon appena acquistato, oppure esibisce in aggiunta al proprio il coupon dell’amica, a suo dire impossibilitata a presentarsi a causa di un problema famigliare improvviso e improrogabile;
  • capita chi cerca di convincerti che le istruzioni non erano chiare e di averle comprese solo dopo l’acquisto del quinto coupon per se’ stessa; una “variante” è costituita dalle ‘straniere’ che fingono di non capire la lingua quando appare subito lampante che la comprendono benissimo;
  • esistono persone che polemizzano subito sul “caro-prezzi”, come se fossero appena sbarcate da un altro pianeta; guarda caso, hanno trovato trattamenti analoghi in miriadi di Centri e Studi a prezzi di gran lunga più convenienti; qualcuna è arrivata a spalancare il portafoglio davanti ai nostri occhi per dimostrare di non aver portato dietro piu’ di 15 euro…
  • Non è mancato chi ha fissato un doppio appuntamento pagante secondo listino presentandosi poi col doppio coupon, oppure chi ha cercato di “convertire” i trattamenti previsti dal coupon con altri percepiti più validi ma dal prezzo, guarda caso, normalmente superiore;
  • che dire, poi, di fanciulle che arrivano in torpedone pretendendo pacchetti agli stessi prezzi praticati, due anni or sono, alla loro amica/conoscente/parente, prendere-o-lasciare? O delle “non più fanciulle” che circuiscono una tirocinante traendone chissà quale vantaggio?

In generale queste persone ostentano la solita casistica di atteggiamenti tipici di chi, sentendosi smascherate, sentono ugualmente il bisogno di “salvar la faccia” pur sapendosi già in difetto: difendono a spada tratta le loro ragioni con discorsi involuti e fantasiose interpretazioni; cavillano molto sulla semantica; assumono pose sostenute e s’impongono “d’autorità”, arrivando a minacciare di “scrivere in Direzione”; si dimostrano impermeabili a qualsivoglia discorso sensato; ostentano “sorpresa”, cadono dalle nuvole, ecc.

Vi sono state anche ‘signore’ le quali fingendo di non capire che per prenotare più sedute occorre pagarle preventivamente, sono ugualmente riuscite ad usufruirne parecchie sparendo poi dalla circolazione senza pagarle, rendendosi ovviamente irreperibili persino al telefono.

Ve ne sono state altre che, raccontando di accordi stabiliti con colleghi guarda caso in quel momento assenti dallo studio, tentano e a volte riescono a strappare un ulteriore sconto sul prezzo esposto, determinando momentaneo disorientamento tra noi a malinteso rivelato ma a guadagno irrimediabilmente perduto.

Esiste gente che nonostante la giovanissima età e ragguardevole status, sia per scolarità che per ambito di occupazione, si è effettivamente dimostrata sufficientemente determinata e capace di presentarsi supplichevole, riuscendo a far leva sul nostro buon cuore per approfittarne senza pietà.

Per non parlare poi, di chi confonde sedute-promo per natura dal ridotto tempo di esecuzione – e quindi senza alcuna azione terapeutica – con vere e proprie sedute di trattamento pagate a prezzo pieno; con la convinzione alla fine di lasciarci con un palmo di naso senza tanti complimenti: il mio ciclo l’ho completato, arrivederci e grazie… ma quale ciclo?

Altre banalita’ sono rappresentate da studentelli che all’uscita da scuola suonano il campanello e scappano; oppure dalle forze dell’ordine che, durante un’ispezione, multano l’infermiere perchè “sorpreso” a somministrare… una terapia…!

Per fortuna tali eventi sono meteore; siffatti individui, pur fastidiosi, fanno capolino sparendo rapidamente dalla circolazione, il più delle volte lasciandoci divertiti loro malgrado.

Chi resta e torna è contento di farlo senza farne una mera questione di prezzo e siamo ben lieti di constatare la fiducia che ci dimostra, sia nelle richieste professionali che formula sia negli attestati di stima che ci esterna, anche nel passaparola.

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